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20 marzo 2016
Uniti perché non accada più

Spagna: tragedia bus con studenti Erasmus, 13 ragazze morte

20 Mar 2016 | Rassegna stampa

Il pullman distrutto nell'incidente (lapresse)

Il pullman distrutto nell’incidente (lapresse)

TARRAGONA – E’ la strage degli studenti, è la tragedia dell’Erasmus, programma europeo che avvicina i ragazzi, che li fa viaggiare e studiare da quasi trent’anni. Erano in 57, di 22 nazionalità, nessuno spagnolo: avevano trascorso una serata di festa e allegria a Valencia. Il pullman su cui viaggiavano è rimasto coinvolto in un terribile incidente. Ed è stata una strage: 13 ragazze sono morte. Tra loro potrebbero esserci sette italiane. Lo riferisce la Farnesina, anche se non c’è conferma ufficiale. Sul posto si trova il console generale d’Italia a Barcellona Stefano Nicoletti e il consolato italiano è a disposizione dei familiari e dei ragazzi italiani per fornire informazioni e sostegno.

Una delle studentesse italiane morte si chiamava Valentina Gallo. La famiglia della giovane è già sul posto. Sgomento in Italia per la tragedia.

Numerosi i feriti. Il mezzo è uscito di strada in territorio di Freginals, nei pressi di Tarragona, in Spagna, su una delle principali autostrade nel Nord Est della Catalogna: 13 le vittime, 34 i feriti, dei quali tre sono considerati “molto gravi”, nove “gravi”, 22 “non gravi”. Le vittime sono tutte studentesse. Ci sono anche due ragazze piemontesi, almeno una di Genova e una di Grosseto tra i feriti.

Vittime italiane. Fonti di polizia avevano anticipato il coinvolgimento di italiani fra i feriti e in serata la Farnesina ha confermato inizialmente la presenza di cinque feriti italiani, in maggioranza donne; poi è arrivato l’annuncio più drammatico: ci sono vittime italiane. Il ministero invita le famiglie dei connazionali a contattare l’Unità di Crisi al numero 0636225.


Tutti stranieri.
Il gruppo era formato da giovani d’età compresa tra i 22 e i 29 anni. Gli studenti venivano tra l’altro da Italia, Ungheria, Germania, Svezia, Norvegia, Svizzera, Repubblica Ceca, Regno Unito, Perù, Bulgaria, Polonia, Irlanda, Giappone, Ucraina, Olanda, Belgio, Francia, Palestina, Turchia e Grecia. Molti di loro sono iscritti a facoltà universitarie di Barcellona. I feriti sono stati trasferiti in diversi ospedali della zona, mentre le vittime sono state trasportate a Tortosa dove è stato allestito un centro per accogliere i familiari. Alle autopsie nell’obitorio di Tortosa partecipano 19 medici legali. Le procedure per l’identificazione sono complicate in molti casi dall’assenza dei documenti e potrebbero concludersi a tarda notte.

La gita per vedere i fuochi d’artificio. Gli studenti rientravano da Valencia, dove avevano assistito al celebre festival di fuochi d’artificio di Las Fallas. La gita era stata organizzata dall’European Students Network. Il pullman viaggiava in convoglio con altri quattro bus. L’incidente è avvenuto verso le 6 del mattino al chilometro 333 in un tratto che la stampa catalana ha definito ‘maledetto’ per la frequenza degli incidenti.

 

Un errore umano dietro la strage. Secondo Jordi Janè, ministro degli Interni del governo catalano, la causa dell’incidente potrebbe essere stato “un errore umano”. L’ipotesi su cui lavora la polizia è che l’autista dell’autobus possa essere stato vittima di un colpo di sonno. L’uomo, 47 anni, 17 dei quali trascorsi alle dipendenze della ditta Autocare Alejandro e senza mai un incidente, è rimasto ferito in modo lieve; i test di controllo per droga ed alcol, ai quali è stato sottoposto durante il fermo, hanno dato esito negativo. Dopo il colloquio con uno psicologo, il conducente ha affrontato il primo interrogatorio. Al momento è indagato per omicidio colposo plurimo.

L’ipotesi del colpo di sonno deriva dalla dinamica dell’incidente e dal fatto che le condizioni di visibilità e dell’asfalto erano buone: il bus ha prima colpito il guard-rail sulla destra per poi sbandare e andare a travolgere la divisione centrale, finendo nella carreggiata opposta dove si è scontrato con un’auto. Il pullman ha concluso la sua corsa ribaltandosi su un fianco in una cunetta.

Secondo quanto riporta il sito della Vanguardia, il gruppo degli autobus era partito alle 04:00 da Valencia e procedeva in fila indiana. Il quarto autobus era guidato dal titolare dell’autolinea, Alejandro Lopez. Quando si è accorto che il quinto bus non era più alle sue sppalle si è fermato in un’area di servizio e ha cominciato a chiamare il conducente dell bus mancante. Non ricevendo risposta, ha chiesto ad alcuni studenti se potevano provare a chiamare qualcuno dei loro colleghi che viaggiavano sull’altro bus. Dato che non rispondevano neanche loro, Lopez ha chiamato la polizia che proprio in quel momento, per altre vie, era stata avvertita dell’incidente. A quel punto sono scattati i soccorsi.

Entrambe le carreggiate sono state chiuse per quasi due ore e le squadre di pronto intervento hanno lavorato a lungo per riaprire al traffico quella che è la principale arteria di collegamento tra Spagna e Francia sul versante mediterraneo.

Il racconto. Gente che gridava e piangeva. Così ricorda qui terribili attimi una ragazza rimasta ferita, ricoverata all’ospedale di Tortosa. La giovane, intervistata dal quotidano catalano El Periodico ha chiesto che non fossero resi noti il suo nome e nemmeno la nazionalità, per timore di mettere in angoscia i genitori. Al momento dell’incidente, racconta, “quasi nessuno era sveglio, perché nessuno aveva dormito da quando eravamo partiti la mattina prima, sabato, da Barcellona”.


FONTE: www.repubblica.it